IL CAPITALE IGNORANTE – Ovvero come l’ignoranza sta cambiando l’arte



VENERDÌ 22 NOVEMBRE ore 17.30

Presentazione del libro

Il capitale ignorante
Ovvero come l’ignoranza sta cambiando l’arte

di Marco Meneguzzo

«Perché parlare di “capitale ignorante”? Perché in queste due parole è condensata la quintessenza dell’atteggiamento della società nei confronti dell’arte contemporanea. Di fatto, non si parla solo di collezionismo ma di capitale, vale a dire dello strumento del collezionista e di tutti i soggetti economici del sistema dell’arte, cui si aggiunge un’aggettivazione caratterizzante: “ignorante”. Lo strumento che ha scardinato e traghettato il mondo dell’arte verso nuovi orizzonti ignora il proprio oggetto.»

Incultura, finanza e globalizzazione stanno rapidamente spingendo i linguaggi dell’arte in un cul-de-sac. Il tramonto definitivo delle avanguardie e l’erosione del potere intellettuale che le puntellava, insieme all’immagine dell’arte come status symbol, hanno favorito l’ascesa di un collezionismo che, sprovvisto di un’adeguata conoscenza del proprio oggetto del desiderio, ha tuttavia imposto nuove regole del gioco e provocato un radicale appiattimento del gusto. Se un tempo, infatti, il collezionismo – che del gusto è il frutto tangibile, la visualizzazione plastica – era appannaggio di un’aristocrazia colta e carismatica, in grado di conferire legittimità e autorevolezza alla battaglia delle idee, oggi è alla ricerca soprattutto di consenso, e tratta l’oggetto d’arte alla stregua di un souvenir bell’e pronto cui si chiede di essere riconoscibile quanto l’immagine della Tour Eiffel, familiare anche a chi a Parigi non ci è mai stato. Guidato da conformismo e dotato di ingenti capitali, sceglie opere-trofeo con l’unico scopo di testimoniare la sua appartenenza non più a un’élite di conoscitori, ma al club degli affluenti. Dal canto suo, l’artista, perso di fatto il ruolo antagonistico che lo teneva al riparo dalle mode, non oppone più resistenza a questo assetto omologante. È costretto a inseguire il successo economico e produce un’arte “obbediente”, attenta ai diktat del marketing e del gusto globalizzato, a scapito di quell’autonomia che era stata il suo vanto e la sua forza fino a pochi decenni fa. Polemico e pungente fin dal titolo, questo agile saggio narra i cambiamenti intervenuti nello spirito del tempo, nel gusto del collezionismo, nel sistema di diffusione dell’arte e in ultima istanza nell’arte stessa, in accordo con i mutamenti intercorsi negli ultimi trentacinque anni anche in campo sociale, geopolitico ed economico.

Marco Meneguzzo (1954) è critico d’arte, curatore indipendente e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove insegna Storia dell’arte contemporanea e Museologia e gestione dei sistemi espositivi. Nel corso degli ultimi quindici anni ha viaggiato a più riprese in Cina, India e Russia per conoscere la situazione degli artisti, del gusto e del sistema dell’arte nei paesi emergenti, continuando contemporaneamente ad approfondire motivi e moventi della storia dell’arte occidentale. Con Johan & Levi ha pubblicato Breve storia della globalizzazione in arte (2012).


VENERDÌ 22 NOVEMBRE ore 17.30

Intervengono:
Luca Iozzelli presidente Fondazione Caript
Marco Meneguzzo autore
Lorenzo Cipriani storico dell’arte

Ingresso libero fino a esaurimento posti
Palazzo de’ Rossi, via de’ Rossi 26, Pistoia

Fondazione Pistoia Musei

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