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FOTOGRAFIA COME PRETESTO – Gianluigi Colin e Emilio Isgrò venerdì 22 ottobre



Venerdì 22 ottobre, l’artista e cover editor de “La Lettura” Gianluigi Colin e l’artista Emilio Isgrò saranno ospiti del ciclo FOTOGRAFIA COME PRETESTO. Conversazioni intorno alla mostra Aurelio Amendola | Un’antologia, per un appuntamento dal titolo Fotografare l’arte. L’arte della fotografia. Il tema dell’incontro tocca il rapporto tra fotografia e rappresentazione dell’universo artistico, e il ritratto dell’artista come indagine di un mondo interiore. Il corpo dell’artista come metafora dell’Essere. Ma è davvero così?

VENERDÌ 22 OTTOBRE ORE 19
FOTOGRAFIA COME PRETESTO
Conversazioni intorno alla mostra Aurelio Amendola | Un’antologia

Fotografare l’arte. L’arte della fotografia
con GIANLUIGI COLIN Artista, cover editor de “La Lettura”
e EMILIO ISGRÒ Artista

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria
Sala delle Assemblee, Palazzo de’ Rossi, via de’ Rossi 26

PRENOTA ONLINE


Gianluigi Colin è nato nel 1956. Da anni affronta i temi dei linguaggi della comunicazione contemporanea. La sua è una ricerca artistica dal forte impegno etico e civile che utilizza materiali esistenti, citazioni continue del vivere quotidiano tra il presente e la memoria. Ha esposto in numerose città in italia e all’estero: sue personali a Milano, al Palazzo dell’Arengario (1998); alla Uma Gallery di New York (1999); al museo Crac di Valence (2000), al Museo Recoleta di Buenos Aires (2002). Nel marzo del 2001, con un happening a Milano presso la casa editrice Charta (durante il quale ha realizzato in tempo reale alcune opere con la partecipazione del pubblico) ha dato vita a un progetto dal titolo: “Vie di memorie”. Le sue opere sono raccolte in musei e collezioni in Italia e all’estero. Gianluigi Colin è art director e responsabile dell’immagine del Corriere della Sera. Inoltre, per il quotidiano di via Solferino, si occupa di critica della fotografia e scrive di design. Ha insegnato per alcuni anni all’Istituto di Conservazione dei Beni culturali dell’Università di Parma con il corso “Teoria e tecniche dei nuovi media” e all’Università Cattolica di Milano al master di specializzazione di Comunicazioni sociali. È autore di alcuni libri: ha curato “Formato Corriere”(Art&, 1990), un volume dedicato al “Corriere della Sera”. Ha poi realizzato “Il disegno delle parole” (Rizzoli, 1994). “Imprimatur” (Federico Motta editore, 1998). Ha infine pubblicato “Presint Storic” (Colonos, 1999) e “La fabrique du present” (Crac, 2000).

Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937), artista concettuale e pittore – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – è uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti a livello internazionale tra XX e XXI secolo. A partire dagli anni Sessanta, Isgrò ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977).  Emilio Isgrò dal 1956 a oggi vive e lavora a Milano, salvo una parentesi a Venezia (1960-1967) come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino. Nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud (Arturo Schwarz Editore) e nel 1964 realizza le prime cancellature su enciclopedie e libri contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell’arte concettuale. Alla fine del decennio espone nelle principali gallerie milanesi: Galleria Apollinaire (1968), Galleria del Naviglio (1969), Galleria Schwarz (1970). Nel 1972 è invitato alla XXXVI Biennale d’Arte di Venezia, dove è presente ancora nel 1978, 1986 e 1993. Partecipa a importanti collettiva al MoMA di New York nel 1992 e nel 1994 alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia. Con il titolo La cancellatura e altre soluzioni (Skira) raccoglie nel 2007 in volume gli scritti pubblicati su quotidiani e riviste come corredo critico-teorico dell’attività creativa.

 

Foto: Emilio Isgrò, Milano 2014, Aurelio Amendola
Pistoia Musei

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